Percorri il Lazio
Prova la tua nuova esperienza di visita nei luoghi della cultura del Lazio. Scegli il tuo phygital tour: esplora la mappa, i Virtual tour, scarica le APP e lasciati condurre da uno storytelling ricco di contenuti inediti.
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Il podcast racconta di sette chiese viterbesi, che a somiglianza di quanto è avvenuto in passato in alcune città del mondo cattolico, sono oggi oggetto di una particolare devozione nello stesso tempo penitenziale e di maturazione della propria fede. Le chiese sono: due santuari (la Madonna della Quercia e la Madonna Liberatrice), due basiliche (La basilica Cattedrale di S. Lorenzo e la basilica di S. Francesco alla Rocca) e tre chiese conventuali legate ai tre santi principali della città indicati come “Testimoni di Speranza” (la chiesa di S. Rosa, la chiesa di S. Bernardino che accoglie il corpo di s. Giacinta Marescotti e la chiesa di S. Paolo ove è sepolto s. Crispino da Viterbo). Il percorso è stato curato da Luciano Osbat e Elisa Angelone, rispettivamente direttore e archivista del Centro di documentazione diocesano di Viterbo (Ce.Di.Do.) Le voci sono di Elisa Angelone e Stefano Nazzaro <iframe src='https://widget.spreaker.com/player?show_id=6674955&theme=dark&playlist=show&playlist-continuous=true&chapters-image=true' width='100%' height='680px' title='Il percorso delle sette chiese a Viterbo' frameborder='0' loading='lazy'></iframe>

Il progetto di digitalizzazione del materiale archivistico della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia ha dato avvio a quell’opera di preservazione dei volumi d’archivio che è un dovere scientifico e morale portare a compimento. La conservazione delle visite pastorali, nello specifico, è fondamentale, poiché si tratta di testimonianze dirette che fotografano il passato e ce lo restituiscono nel presente, fissandolo ai giorni nostri e proiettandolo verso il futuro, fornendoci informazioni cruciali ai fini della ricostruzione storica. Per questo la scelta delle visite da digitalizzare è ricaduta su quei volumi che hanno supportato la ricerca condotta per il progetto Sulle tracce di Sant’Agostino. È nelle visite pastorali dei Vescovi Gasparo Cecchinelli (1652) e Paluzzo Paluzzi Altieri Degli Albertoni (1667), infatti, che si riportano notizie riguardanti quei siti che rappresentano una memoria ancora esistente della tradizione eremitana. Non solo l’eremo della Santissima Trinità di Allumiere, ma anche riferimenti al sito scomparso della Fontanella, l’attuale località “Le Villette”, con le importanti notizie circa l’esistenza di epigrafi che già allora focalizzavano l’attenzione su Sant’Agostino e sulla sua permanenza nel territorio della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, quando ancora era Diocesi di Montefiascone-Corneto. Grazie a queste visite è possibile conoscere eventi, storie di persone, lo stato e l’evoluzione dei luoghi sacri, con le trasformazioni che nei secoli subiscono e i motivi che eventualmente ne determinano la scomparsa. Caratteristiche proprie del progetto e che sono state ampiamente approfondite durante la sua realizzazione, anche grazie alla consultazione di quelle stesse visite pastorali. Si è pensato, pertanto, di metterle a disposizione dell’utente e del visitatore che si immerge nel viaggio alla ricerca di Sant’Agostino, per fornirgli una conoscenza ancora più completa. Un progetto nel progetto, un cammino fisico e virtuale che viaggia in parallelo con un altro cammino che è anche di conoscenza e sapere, attraverso l’uso della documentazione utile. Chiunque vorrà usufruire di questa interessante novità, dovrà inoltrare una semplice richiesta all'Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi.

La Biblioteca "Carlo Manzia, SJ", nata per desiderio di papa Leone XIII, conserva diversi volumi donati dallo stesso pontefice tra il 1900 e il 1903 ad uso dei seminaristi e dei docenti del Pontificio Collegio Leoniano di Anagni. Alla morte del papa, per sua stessa disposizione, il fondo si è arricchito di altri libri provenienti dalla biblioteca personale; nei decenni successivi il Collegio ha inoltre incrementato la raccolta "leoniana", acquisendo monografie, saggi, serie, studi e documenti che raccontano la vita di papa Pecci e il suo magistero, anche in edizioni non italiane. Così, tra i circa 35.000 volumi della biblioteca, un insieme di opere riguardanti moltissimi ambiti tematici sono riconducibili alla figura di Leone XIII, in parte selezionate proprio dal papa per l’alta funzione educativa dell’istituto seminariale, in parte custodite nel "suo" Collegio in memoria e per omaggio al fondatore. Sfogliare questi volumi è entrare nel pensiero poliedrico del pontefice carpinetano, cogliere l’abbondanza e la varietà delle discipline che lo interessavano, capire la profondità e la modernità degli studi che promuoveva per i giovani aspiranti al sacerdozio, prendere coscienza delle questioni più complesse del suo pontificato e della sua eredità. Con il progetto DUC IN LATIUM è iniziata una fase di esplorazione del fondo librario leoniano, che per la prima volta viene reso disponibile in digitale e diventa un patrimonio vivo su cui innestare nuovi percorsi di valorizzazione. LA DIGITALIZZAZIONE La digitalizzazione ha riguardato 108 volumi dell’Ottocento e del Novecento, scelti per la preziosità delle edizioni, l’eterogeneità delle materie, l’aderenza con la biografia e la produzione letteraria autografa di papa Pecci, l’uso delle lingue europee e del latino, oltre l’italiano. I formati digitali sono stati ottenuti mediante l’uso di uno scanner planetario Metis e metadatati, con l’obiettivo di consentirne la consultazione on line su BeWeB una volta completata la pubblicazione dei relativi record bibliografici; essi costituiscono un’estensione del patrimonio della biblioteca, aumentano la capacità di interrogazione dei testi e permetteranno ancora di avviare ricerche sul magistero di Leone XIII, sui testi della sua formazione, le sue letture, i suoi componimenti poetici, i collegamenti con autori ed editori, la relazione con il territorio della sua Diocesi, a partire dai luoghi natali e dal Pontificio Collegio Leoniano. Consulta i volumi digitalizzati I LUOGHI DI LEONE XIII ATTRAVERSO I LIBRI In particolare, alcuni libri contengono testimonianze, memorie e fotografie che raccontano l’intramontabile legame tra Leone XIII e la sua terra di origine. I testi descrivono luoghi di famiglia o monumenti di Carpineto Romano: un tuffo in una storia fatta di nobiltà e progresso, attraverso cui si possono capire più profondamente il bagaglio esperienziale del grande pontefice e la sua costante attenzione per il borgo lepino. Per DUC IN LATIUM sono stati selezionati due volumi, con l’intento di ispirare altrettanti percorsi di valorizzazione, uno tra i palazzi, le chiese e le montagne che costituirono gli scenari dell’infanzia e della giovinezza di papa Pecci e uno tra le piazze e le cavità del monte Carpino che ancora oggi ospitano gli elementi di un imponente acquedotto voluto dal pontefice nel 1888. In queste storie si affacciano gli architetti e gli ingegneri che si ritroveranno coinvolti nella costruzione del grandioso edificio del Pontificio Collegio Leoniano.

La Biblioteca “Carlo Manzia, sJ” del Pontificio Collegio Leoniano è una raccolta di libri, ma non solo: è una biblioteca universitaria specializzata in scienze religiose, ma è anche uno spazio da visitare attraversando i grandiosi ambienti del Collegio anagnino. Frutto della visione colta di papa Leone XIII e dell’impostazione dei Gesuiti, che diressero il Leoniano fino al 1984, è inoltre il punto di inizio per un viaggio inaspettato tra i saperi. Ai libri conservati sugli scaffali delle aule storiche corrispondono, infatti, laboratori di applicazione delle conoscenze e collezioni illustrative. Pertanto, ciò che si può leggere, si può vedere, si può toccare, si può usare: si tratta di saperi tesi ad un episteme abilitante e interdisciplinare. Oggi, di fronte alla specializzazione e alla specificità delle competenze, la coesistenza di tanti ambiti tematici e di macchine, animali impagliati, reperti archeologici, monete, fossili, minerali, polveri e rocce produce un effetto da wunderkammer. Eppure, libri, raccolte e laboratori concorrevano all’esperienza di unità e organicità degli studi a cui erano avviati i seminaristi. Nasce da qui l’idea di dedicare per la prima volta un portale alla Biblioteca in grado di mostrare nella sua architettura e di raccontare nelle singole pagine l’intera articolazione dei saperi e la loro interconnessione, con contributi multimediali e link a ulteriori risorse, come i cataloghi e l’accesso al PBE. L’impostazione del sito consentirà nel tempo un approfondimento verticale dei contenuti, mentre già da ora fornisce la possibilità di prenotare una visita attraverso un modulo di contatto.