20 aprile 2026
Un ponte oltre le mura: la risposta della Casa Circondariale ai piccoli di Via Arno.
Cassino – Quello che era iniziato come un semplice progetto di solidarietà si è trasformato in un’esperienza di vita che resterà impressa nel cuore dei nostri piccoli alunni e dell’intera comunità scolastica.
Dopo la bellissima mattinata trascorsa lo scorso marzo, quando i bambini di 5 anni del plesso di Via Arno (Primo Istituto Comprensivo di Cassino) avevano realizzato dei “gadget di pace” per i detenuti della Casa Circondariale di Cassino, il cerchio della solidarietà si è chiuso nel modo più toccante possibile.
Lettere e poesie: quando la speranza non ha sbarre.
In questi giorni, la scuola ha ricevuto una risposta inaspettata e profondamente commovente: i detenuti hanno voluto ringraziare i bambini inviando loro delle lettere ed una poesia. In questi scritti, gli uomini della Casa Circondariale hanno aperto la propria anima, sottolineando quanto un gesto così puro, proveniente dal mondo dell’infanzia, sia stato capace di portare luce nelle loro giornate.
Le loro parole hanno toccato temi delicati e fondamentali:
l’importanza dell’ascolto: sentirsi ancora parte della società grazie al pensiero di un bambino.
Il valore del perdono: la speranza che, nonostante gli errori, esista ancora una comunità capace di guardare all’uomo oltre la colpa.
Il legame generazionale: un passaggio di testimone tra chi sta crescendo e chi cerca una via di rinascita.
La visita della Caritas: un ringraziamento speciale per sottolineare l’importanza di questo scambio. La Direttrice della Caritas diocesana di Cassino, Maria Rosaria Lauro, ha visitato personalmente il plesso di Via Arno. Durante l’incontro, la direttrice ha voluto ringraziare alunni e maestre per la sensibilità dimostrata, portando la testimonianza diretta di quanto quel piccolo “ramoscello di ulivo” abbia germogliato speranza tra le mura del carcere.
Educare alla cittadinanza attiva:
“Questi sono i momenti in cui la scuola esce dai libri per entrare nella vita reale”, commentano le insegnanti. Progetti come “Un ramoscello di ulivo” dimostrano che l’educazione alla solidarietà e alla vicinanza non è mai troppo precoce. Insegnare ai bambini di 5 anni il valore dell’umanità e del perdono significa formare i cittadini consapevoli di domani.
Un sentito ringraziamento alla Caritas diocesana e alla Casa Circondariale per aver permesso che un semplice laboratorio didattico si trasformasse in una lezione di vita indimenticabile.
Le Maestre del Primo Istituto Comprensivo Scuola Infanzia Via Arno - Cassino (FR)




