In questi tempi di guerra, di guerre diffuse su tutto il pianeta, alcune più conosciute altre meno, in una situazione di grave pericolo per tutti a causa di una “guerra mondiale a pezzi”, come diceva Papa Francesco, ci sono persone adulte che insieme a tanti giovani, si interrogano, parlano, riflettono, cercano di capire e mettere in atto qualcosa di costruttivo, non per ricercare le colpe, le cause e i responsabili di tanto sfacelo, ma per mettere in moto qualcosa di umano che dal basso modifichi il quadro internazionale e ponga basi per costruire la pace tanto agognata. In tale contesto è giunta a Cassino una interessantissima Mostra itinerante dal titolo “Profezie per la Pace”, realizzata lo scorso 2025 per il 46° Meeting per l’Amicizia tra i popoli di Comunione e Liberazione. La Mostra, presentata presso il Palazzo della Cultura, è stata collocata nella sala parrocchiale S. Antonio, nel centro di Cassino, durerà dal 23 al 30 maggio. Una iniziativa promossa da Gioventù Studentesca, grazie a studenti e docenti. A presentare l’iniziativa è stato il Prof. Diego Picano, insieme al Prof. Francesco Tanzilli, uno degli autori che hanno curato la Mostra e due studentesse. Questa è la cosa più bella, che l’iniziativa è nata e si è sviluppata tra docenti e giovani e da loro viene diffusa con convinzione e mitezza, dimostrando già così che “convinzione” non vuol dire volontà di sopraffazione di chi la pensa diversamente, come troppo spesso accade nei dibattiti pubblici sull’argomento, dibattiti che dividono con arroganza e non portano a nulla di positivo. Alla presentazione sono stati presenti il Sindaco di Cassino Enzo Salera e l’Assessora alla Cultura prof.ssa Gabriella Vacca, che hanno fortemente apprezzato l’iniziativa.
Ad illustrare bene tutto il cammino percorso fino alla pubblicazione della Mostra, divenuta ben presto itinerante, è stato il Prof. Francesco Tanzilli, cassinate trasferito a Milano. Ha spiegato come, confrontandosi sull’argomento, si sono resi conto che ottenere la pace ovunque e sempre, è probabilmente impossibile, ma una strada c’è, basta adottare comportamenti idonei alla conoscenza reciproca, che il più delle volte smonta dei pregiudizi che sembravano incrollabili. Nell’umanità il grano convive con la zizzania: è impossibile cavare e buttar via tutta la zizzania per far sì che il buon grano sia salvo. Non ci si riuscirà mai. Allora si è pensato di cercare storie vere di persone che conoscendo l’avversario, hanno cambiato il modo di considerare il “nemico”. I ragazzi si sono messi alla ricerca di storie vere da raccontare, storie che costruiscono pace, che sono “profezie per la Pace”. Anche attraverso alcune associazioni che cercano di far incontrare e conoscere reciprocamente i “nemici”, hanno collezionato un buon numero di esempi di profezie di pace e hanno fatto dei video. Uno è stato presentato agli astanti: una donna, Layla, che aveva perso un figlio nella guerra tra Israele e Palestina, ha raccontato che quando ha sentito il racconto di un soldato del campo avverso che quando si è reso conto di aver ucciso giovani vite, si è rifiutato di tornare alla guerra e per questo è stato messo in prigione, ha pianto perché suo figlio era morto proprio ucciso da un soldato così. E allora si è sentita più vicina all’ex “soldato nemico crudele”. Molto toccante. Anche le due studentesse hanno dato il loro contributo, raccontando come hanno lavorato.
Poi ci si è trasferiti alla sede che ospita la Mostra per l’inaugurazione e un piccolo buffet. La Mostra, attraverso cartelloni eloquenti, mostra situazioni di guerra dalla Palestina ad Haiti, dal Rwanda fino al Myanmar, poi riporta dieci testimonianze dei protagonisti di queste storie, “artigiani” di una pace che si costruisce “dal basso”, a partire dal cuore dell’uomo – come indicato da papa Leone XIV. Testimonianze queste, che offrono l’occasione preziosa di riflettere su quali siano le condizioni della pace. Un importante video con l’intervista degli studenti al cardinale Pizzaballa, egli dice: «dentro questo mare di odio, di guerre, dolore e paura, serve essere capaci di vedere le realtà belle, di cercare le persone che spendono la propria vita per qualcosa di bello: sono i risorti di oggi che ti dicono che c’è ancora luce». È questa la “strana logica” della profezia adottata per la mostra. Ogni gruppo di studenti è andato alla ricerca di storie di pace “impossibili”, eppure reali: persone con un’esperienza diretta, sul campo, della guerra e dei suoi effetti, che potessero testimoniare la propria esperienza di pace vissuta all’interno di contesti politici, culturali, religiosi differenti.
Adriana Letta
N.B. Mostra: dal 23 al 30 maggio. Sala S. Antonio, Corso della Repubblica,42
Orari Apertura:
Sabato: 20-22 – Domenica: 10-12; 17-22
Da lunedì al giovedì: 17-19; Venerdì: 18-22; Sabato: 10-13; 17-22.
Per prenotazione di visite guidate di gruppo, scrivere a: profezieperlapce@libero.it
tel. 338 2006469


















