Vedere oltre – Cineforum

Cinema

Incontro tra fede e celluloide

24 Apr

A cura della Pastorale giovanile, presso i locali della parrocchia Regina Pacis di Rieti

Dove si svolge

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    06 Apr
    • 06 April 2026
    • 18:30 - 20:00
    • Gratuito
    • Piazza Cesare Battisti
    • OrganizzatoreDiocesi di Rieti
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    Il Palazzo Vescovile di Rieti

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    Diocesi di Rieti

    Nel cuore di Rieti sorge un edificio che ha attraversato i secoli intrecciando la storia della città con quella della Chiesa universale. È il Palazzo Vescovile, antica sede vescovile e poi residenza dei pontefici itineranti, teatro di incoronazioni, incontri diplomatici, trasformazioni architettoniche. Oggi, questo luogo emblematico entra in una nuova stagione di valorizzazione culturale, grazie a un progetto che mette in dialogo memoria e innovazione. Il percorso di visita prende avvio dagli spazi del Museo Diocesano e dalle strutture adiacenti, ospitate proprio all’interno del Palazzo. Qui, il patrimonio conservato – artistico, documentale, architettonico – si fa chiave di lettura per un racconto più ampio. Il Palazzo non è solo oggetto di studio e ammirazione: è soggetto narrante, protagonista di un’indagine che fonde rilievi tecnologici e fonti storiche, per rendere leggibile una vicenda urbana e spirituale che ancora oggi segna il volto della città. Uno degli esiti di questo approccio di valorizzazione è stato la realizzazione di un video narrativo, costruito a partire da rilievi laser-scanner e riprese aeree. Attraverso immagini e voce, si restituisce l’evoluzione del complesso e la sua integrazione con la Cattedrale di Santa Maria, in un’unità architettonica frutto di compenetrazione e adattamenti successivi. Le trasformazioni sono raccontate non solo come sequenze storiche, ma come variazioni nello spazio, nei materiali e nei gesti che hanno abitato quei luoghi. Dai fasti del Duecento – con i soggiorni di Innocenzo III, Gregorio IX, Bonifacio VIII – fino ai restauri promossi dal vescovo Rinaldi negli anni Trenta del Novecento, il Palazzo ha conosciuto alterne vicende, con aggiunte e adattamenti. Oggi, si porta avanti una riflessione sul suo significato e sul suo ruolo possibile, anche grazie al confronto con altre esperienze e contesti del territorio regionale. Le tecnologie impiegate non sono semplici orpelli digitali, ma strumenti per ampliare la consapevolezza e favorire un’esperienza di visita che sia coinvolgente, ma non effimera. L’obiettivo è riattivare il senso di un luogo che ha custodito il potere e la fede, e oggi può tornare a generare conoscenza, appartenenza, responsabilità. Nel Salone Papale, uno dei gioielli del Palazzo, temporaneamente adibito a spazio espositivo delle opere recuperate dopo il sisma del 2016, si è sperimentata già questa funzione pubblica e aperta. Il progetto non vuole sovrapporsi, ma dare continuità e spessore, immaginando il Palazzo come nodo attivo di una rete culturale e spirituale che attraversa l’intera regione. Una trama di luoghi, dati, immagini e racconti in cui il visitatore non è semplice spettatore, ma parte in causa: chiamato a percorrere, conoscere, custodire.

  • La visita pastorale del cardinale Nicola Leti (1662)
    La visita pastorale del cardinale Nicola Leti (1662)

    La visita pastorale del cardinale Nicola Leti (1662)

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    Progetto

    Diocesi Di Viterbo

    Il giro per l’Alto Lazio prosegue con la visita del vescovo Leti del 1662 che parte da Acquapendente (che da pochi anni è diventata capoluogo di una antica diocesi che da lei ha preso il nome dopo che il pontefice Innocenzo X aveva deciso di abolire la antica diocesi di Castro e di distruggere quella città che era stata il capoluogo dell’omonimo Ducato e della diocesi che aveva lo stesso nome) e si occupa delle chiese del capoluogo e poi dei paesi più importanti che sono Ischia di Castro, Farnese e soprattutto Canino. È un territorio strategico quello dell’antica diocesi di Acquapendente perché è al confine con il Granducato di Toscana dove hanno trovato rifugio gli ebrei cacciati dallo Stato pontificio ma è anche la porta d’ingresso, sulla Via Cassia, di pellegrini, di commercianti e di eserciti che si muovono verso Roma. DESCRIZIONE DEL VIAGGIO AL TEMPO DEL VESCOVO LETI Ad integrare quello che la visione del video sul viaggio può aver omesso, una descrizione più articolata delle modalità con le quali si svolgeva la visita pastorale nel periodo in cui vive il vescovo Nicola Leti. Gli spostamenti nel XVII secolo, i percorsi spesso impervi, il tempo necessario per coprire i lunghi tragitti, il clima non sempre favorevole, il lavoro dei convisitatori che analizzano la documentazione contabile di parrocchie e confraternite, l’accoglienza che il parroco e i fedeli riservano al vescovo. Tutto è presente nel racconto del viaggio . INDICE DELLA VISITA DEL VESCOVO LETI (1662) Un Indice analitico, carta per carta, della visita pastorale del 1662 alla Diocesi di Acquapendente. L'indice prevede la segnalazione dei luoghi visitati: chiese ed altari, conventi e monasteri, confraternite e luoghi pii; i documenti amministrativi allegati alla visita: inventari ed elenchi dei beni; la visita personale ai canonici e ai religiosi. Ne risulta un insieme di informazioni geografiche e di gestione che consente di seguire il percorso che il vescovo fa durante la visita e il controllo che esercita sul territorio. BREVE RACCONTO DELLA VISITA DEL VESCOVO LETI (1662) Un breve racconto della visita del vescovo Leti del 1662 alla cattedrale del Santo Sepolcro ad Acquapendente e al santuario del Crocifisso di Castro. La descrizione consente di identificare, oltre alle chiese, anche le cappelle, gli altari, gli oggetti liturgici, le opere d'arte, le associazioni laicali e i luoghi pii che hanno sede nelle chiese collegando ogni oggetto ed istituzione alle banche dati pubblicate in BeWeB restituendo una descrizione della chiesa al momento della visita dei vescovi. APPROFONDIMENTI Approfondimenti sulla storia della cattedrale del santo Sepolcro ad Acquapendente e del santuario del SS.mo Crocifisso di Castro, su cappelle, altari, opere d’arte benefici, dalla loro origine fino all'aspetto che hanno oggi; corredate da collegamenti a beni archivistici e librari presenti nelle banche dati nazionali ed internazionali. Gli approfondimenti sono accompagnati da foto a 360 gradi e da documentazione archivistica e bibliografica sula quale poter approfondire ulteriormente le ricerche.

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  • La Visita pastorale del cardinale Andrea Maria Corsini (1776-1795)
    La Visita pastorale del cardinale Andrea Maria Corsini (1776-1795)

    La Visita pastorale del cardinale Andrea Maria Corsini (1776-1795)

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    Diocesi di Sabina - Poggio Mirteto

    Tra i vescovi più zelanti e attenti ai bisogni spirituali e materiali dei fedeli della diocesi sabina va sicuramente annoverato il cardinale Andrea Maria Corsini (1776-1795) che fu artefice di una visita pastorale durata quattro anni, i cui atti costituiscono un’opera monumentale, unica ed estremamente accurata, anche grazie alla ricca documentazione allegata. Questi atti furono redatti in duplice copia e sono conservati presso l’Archivio vescovile di Magliano Sabina e presso la Biblioteca Corsiniana di Roma. Per visita pastorale si intende la visita di un vescovo ai luoghi e alle persone della sua diocesi allo scopo, usando le parole del Concilio di Trento, di «propagare la dottrina sacra e ortodossa estromettendo le eresie, difendere i buoni costumi, correggere quelli cattivi e con esortazioni esortare il popolo alla devozione, alla pazienza e all’innocenza». Le visite si svolgevano secondo modalità precise: doveva essere condotta personalmente dal vescovo o, in caso di impedimento, da un suo vicario o un visitatore. Veniva preparata con l’annuncio al popolo il quale era invitato alla confessione e alla comunione sacramentale. Il giorno della visita si accoglieva il vescovo che, celebrata la messa, conferiva la cresima. Successivamente iniziava la visita vera e propria: spesso era preceduta dall’editto di indizione che ne chiariva le finalità e si articolava solitamente in una successione di eventi che tendevano a ripetersi senza sostanziali variazioni. Dapprima l’incontro con il parroco e gli altri ecclesiastici, poi con i parrocchiani e i ragazzi del catechismo, in seguito il sopralluogo alle chiese, nel corso del quale venivano ispezionati gli altari, le sepolture, le reliquie di santi, le suppellettili sacre. Veniva poi effettuata la visita delle cappelle e degli oratori pubblici e privati, delle scuole cattoliche e dei malati. Si proseguiva con il controllo dei registri parrocchiali e dei libri di confraternite. Al termine, il vescovo emetteva i decreti di visita, finalizzati alla correzione o al miglioramento sia della disciplina del clero, sia della gestione dei luoghi pii. Talvolta il parroco o l’amministratore di un luogo pio era tenuto a rispondere ai cosiddetti “quesiti di visita”, ovvero questionari elaborati e inviati ai parroci prima dell’effettuazione della visita. Una volta compilati, i quesiti rappresentavano con grande precisione gli aspetti istituzionali, storici, religiosi, patrimoniali e sociali dei vari enti interessati. Infine, il vescovo era tenuto a redigere gli atti e una relazione alla Santa Sede: tali documenti registravano l’avvenuta visita, indicando successivi obiettivi per la comunità visitata e annotando lo stato degli edifici e delle istituzioni. In Sabina, gli atti delle visite pastorali più accurati furono quelli compilati durante il governo dei cardinali Andrea Maria Corsini e Carlo Odescalchi, i quali descrivono approfonditamente la posizione giuridica delle chiese visitate, danno informazioni sul loro stato di conservazione, sull’amministrazione dei benefici e sulla loro consistenza, elencano le reliquie e le suppellettili. Verificano attentamente i rendiconti e gli statuti delle associazioni, la tenuta dei registri parrocchiali e non trascurano l’aspetto della pratica religiosa. La più completa è notoriamente quella redatta tra il 1779 ed il 1782 per volere del cardinal Corsini, ricca di allegati ed estremamente minuziosa nelle parti descrittive. A partire dal 1779 il cardinal Corsini intraprese la visita che durò nel complesso quattro anni. Il quadro che emerge dai resoconti dei parroci e dagli atti è piuttosto disomogeneo e in generale fotografa un territorio economicamente e culturalmente depresso, anche se non mancano i segnali di una certa ripresa della cura pastorale del clero, dell’attività del laicato, con la puntuale azione di confraternite, e dell’edilizia ecclesiastica attraverso il restauro e la riedificazione di numerose chiese. Lo stesso Corsini volle consacrare la parrocchia dei Santi Cosma e Damiano a Stimigliano, la collegiata di Santa Maria Annunziata a Collevecchio, restaurata nel 1787, e la ricostruita chiesa di Santa Maria della Pietà a Mentana, che consacrò solennemente nel 1788. Interventi che certamente servivano anche a dare un nuovo impulso ai culti cittadini. Il Corsini si dimostrò particolarmente sensibile nei confronti del culto mariano, dando voce a tradizioni locali: riportò l’attribuzione a san Luca evangelista dell’icona di Santa Maria in Vescovio e la prima codificazione scritta della leggenda di fondazione della miracolosa immagine della Madonna della Stella, ritrovata nel 1774 e collocata in una cappella della chiesa di San Giovanni Battista a Tarano. Dietro la visita pastorale c’era un progetto più ampio di riqualificazione dei territori di sua competenza che passava anche attraverso un rilancio dell’immagine della Sabina, con la valorizzazione delle sue bellezze naturali, architettoniche e della sua storia. La visita ebbe inizio nel 1779 e interessò tutti paesi della Sabina. Ne elenchiamo solamente alcuni. I primi borghi a essere visitati furono Foglia, piccolo villaggio che si affaccia sulla piana del Tevere in prossimità dell’antico porto fluviale di Magliano; Torri, sulle cui case svetta la mole della parrocchiale di San Giovanni col suo snello campanile; Cicignano, antico borgo tardo medievale che conserva la sua caratteristica struttura circolare, con un ingresso solo dal portale principale e la piazzetta su cui prospetta la chiesa; Collevecchio, elegante paese che nel XVII secolo divenne sede del governo della provincia sabina e ancora Stimigliano, antico castello che controllava il Tevere. L’anno successivo furono visitate le comunità di Casperia, paese tra i più belli della Sabina; Catino e Poggio Catino, incantevoli borghi edificati all’ombra della torre longobarda; Mompeo, arroccato sulle gole del Farfa, e Montenero, dalla caratteristica forma urbana. Nel 1781, fu la volta di Cantalupo dominato dalla chiesa di Santa Maria e dal Palazzo Camuccini; Cottanello, suggestivo borgo arroccato sulla roccia granitica; Fianello, oggi suggestivo borgo fantasma alle porte dell’Umbria; Montasola, paese tra i meglio conservati con strette viuzze, circondato da folti boschi; Montebuono, che vanta una storia antichissima; Palombara, dominata dal castello Savelli con la sua alta torre e le stupende chiese; Roccantica, antico borgo posto sui pendii ripidi dei monti sabini, e circondato da magnifici e rilassanti boschi tra le cui viuzze si nascondono interessanti sorprese; Tarano che nasconde uno scenario medievale unico con le sue case torri e le dimore in pietra su cui svetta la possente chiesa parrocchiale. Infine, nel 1782, Magliano, sede della cattedrale e un tempo fiorente città che controllava un importante porto sul Tevere, e Monterotondo, elegante borgo abbellito dagli Orsini e dai Barberini.

  • La visita pastorale del cardinale Francesco Maria Brancaccio (1662-1663)
    La visita pastorale del cardinale Francesco Maria Brancaccio (1662-1663)

    La visita pastorale del cardinale Francesco Maria Brancaccio (1662-1663)

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    Diocesi Di Viterbo

    Il giro per l’Alto Lazio inizia con la visita del cardinale Brancaccio che a sua volta prende avvio da Viterbo e dalla chiesa cattedrale di S. Lorenzo per proseguire poi con le principali chiese di Viterbo (S. Sisto, S. Angelo in Spatha, S. Faustino e Giovita) e poi via via con tutte le altre. Si sposta a Tuscania dove visita la cattedrale di S. Giacomo e le altre chiese per proseguire poi a Montalto di Castro, Civitavecchia e poi Barbarano, Blera, Oriolo, Veiano, Vetralla, Bagnaia e in ogni luogo la visita riguarda le parrocchie, gli oratori, le confraternite, i monasteri (quando ci sono). Una marea di informazioni sullo stato degli edifici e degli altari (comprese le notizie sulle opere d’arte presenti e sui committenti e talvolta sugli autori), l’amministrazione dei beni ecclesiastici e il corretto uso delle risorse, gli interventi a soccorso degli ammalati, degli indigenti, delle “zitelle da maritare”, dei giovani (guarda il video). DESCRIZIONE DEL VIAGGIO AL TEMPO DEL CARD. BRANCACCIO A integrare quello che la visione del video sul viaggio può aver omesso, una descrizione più articolata delle modalità con le quali si svolgeva la visita pastorale nel periodo in cui vive il cardinal Brancaccio. Gli spostamenti nel XVII secolo, i percorsi spesso impervi, il tempo necessario per coprire i lunghi tragitti, il clima non sempre favorevole, il lavoro dei convisitatori che analizzano la documentazione contabile di parrocchie e confraternite, l’accoglienza che il parroco e i fedeli riservano al vescovo. Tutto è presente nel racconto del viaggio. INDICE DELLA VISITA DEL CARD. BRANCACCIO (1662-63) Un indice analitico, carta per carta, della visita pastorale del 1662-63 alla Diocesi di Viterbo. L'indice prevede la segnalazione dei luoghi visitati: chiese ed altari, conventi e monasteri, confraternite e luoghi pii; i documenti amministrativi allegati alla visita: inventari ed elenchi dei beni; la visita personale ai canonici e ai religiosi. Ne risulta un insieme di informazioni geografiche e di gestione che consente di seguire il percorso che il vescovo fa durante la visita e il controllo che esercita sul territorio. BREVE RACCONTO DELLA VISITA DEL CARD. BRANCACCIO(1662-63) Un breve racconto di quanto il card. Brancaccio vede durante la visita del 1662-63 alla cattedrale di S. Lorenzo a Viterbo e al santuario della Madonna Addolorata a Tuscania. La descrizione consente di identificare, oltre alle cappelle, gli altari, gli oggetti liturgici, le opere d'arte, le associazioni laicali e i luoghi pii che hanno sede nella chiesa collegando ogni oggetto ed istituzione alle banche dati pubblicate nel portale BeWeB restituendo una descrizione della chiesa al momento della visita dei vescovi, ma anche i gesti e la liturgia che accompagna un evento solenne e ufficiale come la visita pastorale. APPROFONDIMENTI Approfondimenti sulla storia della cattedrale di San Lorenzo martire e del Santuario della Madonna Addolorata di Tuscania, su cappelle, altari, opere d’arte benefici, dalla loro origine fino all'aspetto che hanno oggi; corredate da collegamenti a beni archivistici e librari presenti nelle banche dati nazionali ed internazionali. Gli approfondimenti sono accompagnati da foto a 360 gradi e da documentazione archivistica e bibliografica sulla quale poter approfondire ulteriormente le ricerche.

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